Cari Signori, prima o poi verrà il nostro tempo, e noi ci ricorderemo di voi..

Oggi leggo che iTunes Match non verrà lanciato in Italia, almeno non in questa prima fase che raggiunge i più grandi paesi europei. Leggo che l’Italia non partecipa in alcun modo alle concertazioni ormai determinate del pacchetto legislativo su Internet in discussione negli Stati Uniti, leggi che potrebbero mettere su un diverso piano innumerevoli gradi di ricchezza sociale.

Le corporazioni, enti endemici che affliggono il nostro stato, le nostre istituzioni, continuano a voler rendere l’Italia schiava di logiche autarchiche, inistendo a succhiare linfa da un corpo già morto. La SIAE è il riflesso di tutto questo, un vero e proprio ente economicamente putrefatto che si nasconde dietro alla bandiera dei diritti d’autore per rendere forte la sua voce.

Ma cari signori, i diritti d’autore voglio renderli interamente a chi ha realizzato dal suo ingegno l’opera artistica, non a voi che succhiate per primi vile moneta dalla già imbrigliata arte italica. Internet mi permetterebbe di fare proprio questo, avere la sicurezza che tutto ciò che compro vada per la maggior parte ai suoi creatori. E allora ben vengano gli Humble Bundle, ben venga Paypal, ben venga iTunes, ben venga Amazon. Voglio pagare chi mi da il prodotto in casa mia (un giusto 30%) e chi ha realizzato il prodotto stesso (un giusto 70%).

State cercando di farci andare da Roma a Parigi a cavallo quando gli altri usano il treno, con la scusa che voi amate gli animali. Ipocriti.

La completa indifferenza di fronte a questi temi dell’opinione pubblica, ancora legata a vecchi schemi idealistici che non rappresentano più la realtà (sinistra e destra rispondono a logiche interne ai loro stessi interessi partitocratici), non vede un controaltare di convenienza dettato dal pubblico, dal vulgus.

In epoca romana, gli imperatori, di certo non tutti di stampo illuminato, per rendere felice il popolo e distrarlo da questioni importanti, davano loro panem et circenses. Stolti noi, che oggi non capiamo che il pane che ci sfamerà in futuro sarà la banda larga, saranno i servizi digitali, sarà l’equa competitività con tutte le aziende europee che hanno mezzi infinitamente superiori ai nostri. Non c’è lavoro in giro per le strade, e anche uno stage semestrale devi sudarlo, e allora aiutate il popolo a costruirselo da solo il futuro sulla rete! Un podcast, un magazine, un video canale, la fotografia, non chiediamo aiuto, chiediamo che ci lasciate reinventarci liberamente.

Grazie al progetto DEBUG ITALIA sto conoscendo e confrontandomi con tantissimi talenti del nostro paese, menti brillanti che hanno bisogno solo di un sistema che li apprezzi e li valorizzi. Io però non sono qui a lamentarmi e ad andarmene via, sono qui a dirvi, parlate e discutete di queste cose, confrontatevi, solo cosi saremo piano piano più liberi.

Prima o poi verrà il nostro e il loro tempo, e state certi, ci ricorderemo di ognuno di voi. E li si che vi chiederemo i diritti d’autore che ci avete fatto perdere in questi anni.

Giulio Cupini

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