Diablo III, quello che ne penso

Hello, my friend. Stay awhile and listen…

Dopo averlo provato intensamente ecco la mia opinione sul tanto atteso e chiacchierato Diablo 3, il seguito di uno dei giochi più amati nella storia del gaming su PC. Come sempre, il taglio di questo articolo sarà completamente a favore del mio punto di vista personale; non pretendo di esprimere l’oggettività perchè in un campo come il gaming il concetto stesso di divertimento è variabile e difficile da fissare in un pensiero uguale per tutti.

Diablo 3 racconta la storia della discesa del “male” sulla Terra, attraverso gli occhi di un eroe che saremo noi a guidare per la sconfitta degli inferi. A questa storia si intrecciano tratti intimi e dal contenuto fortemente emozionale in cui i sentimenti di diversi personaggi andranno a incrociarsi con i nostri durante il cammino per la salvezza. Il mondo proposto da Diablo è un mondo vivo ma soprattutto pieno di vita che si intreccia alla nostra storia, e paradossalmente sarà proprio questo approccio a fluidificare la battaglia nelle lunghe ore che aspettano chi inizia a giocare a Diablo.

E’ proprio questo che è particolarmente affascinante di Diablo, nonostante non sia stato fatto uno sforzo titanico dal punto di vista narrativo, riesce a trasmettere un’empatia difficilmente raggiungibile in altri giochi (ricordo certi momenti di video sequenza in Gears of War, la storia di Bioshock).

Questo renderà l’esperienza simile a quella della lettura di un libro, grazie alla maestria di Blizzard nel realizzare spettacolari sequenze filmate. Tra i personaggi più carismatici ho trovato il Cacciatore di Demoni, ma anche il Mago ed il Monaco trasmettono una sensazione di solidità che non mi ha deluso durante i miei test di gioco. A livello di game design le ambientazioni sono tutte molto curate, riuscendo a far rivivere negli occhi del giocatore quello che deve essere vivere nel mondo di Diablo. E’ proprio questa la peculiarità del gioco, in cui per certi versi non si sta solo giocando una partita, ma ci si sta immedesimando in una storia, in un dialogo o magari semplicemente in una quest.

Il fatto che il gioco necessiti dell’online può essere stata una scelta azzardata da parte di Blizzard, ma d’altra parte bisogna anche cominciare a spingere questo tipo di modalità e i numeri fortunatamente hanno dato ragione anche a questo azzardo.

Il gameplay è il piatto forte di questo Diablo. La modalità normale inizia in maniera forse anche troppo facile, ma poi con l’andare della storia il livello dei boss e dei mostri diventa mano mano più competitivo, e non è raro morire o aver bisogno di discrete quantità di pozioni. Molto del successo del gioco si basa anche sulla tecnica di attacco che rende sempre diversa una sfida che a primo impatto potrebbe sembrare a rischio di ripetitività. L’aggiunta di poteri e upgrade speciali che consentono di personalizzare il personaggio e le sue skills fa da ricamo perfetto a questo percorso.

A dimostrazione che non è il gaming su PC ad essere morto ma solo un certo modo di inventare giochi per il mouse che sta preferendo le console, Blizzard tiene in vita da sola un mercato che altrimenti, oltre al mondo indie, viene impoverito ogni giorno. Lunga vita al PC, lunga vita a Blizzard, ma soprattutto lunga vita alla qualità.

NB: Il gioco è decisamente scalabile, se lo giocate a bassa risoluzione potete farlo girare anche su una 9400m come quella della maggior parte dei Macbook Pro

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