Galaxy Note, parliamone

Durante le ultime settimane ho avuto modo di utilizzare grazie a Samsung il Galaxy Note come device principale, ricavandone un’opinione che ha spaccato a metà le mie convinzioni circa i device di questa dimensione.

Partiamo dalle potenzialità. Il display di questa portata ha indubbiamente una serie di vantaggi, tra cui la piacevolezza della navigazione web, che raggiunge effettivamente un compromesso adeguato tra quella di un tablet e quella di un telefono. Molto spesso infatti mi sono trovato a preferire, soprattutto in casa, l’utilizzo del Note rispetto all’iPhone, in previsione magari di una navigazione impegnativa. Questo perchè l’ottimizzazione delle pagine per il mobile è molto spesso una “riduzione” dei contenuti e dell’accessibilità, cosa che invece sul Note non impatta quasi mai.

Questo vantaggio però automaticamente diventa uno punto a sfavore in situazioni in cui lo smartphone deve essere il proprio compagno in mobilità, in quanto l’effettiva fruibilità dei dati su questa scala di dimensioni mi ha lasciato spesso perplesso; mi sono dovuto fermare per poter effettivamente portare a termine un’operazione utilizzando entrambe le mani.

Per quanto riguarda la fedeltà dei colori, sono rimasto piuttosto deluso dalla qualità del display, che nonostante sia tecnicamente diverso, mi ha ricordato quello del modesto Nokia Lumia 800. Intendiamoci non ci sono particolari sbavature, ma in generale su questa gamma avrei preferito un’attenzione maggiore ai PPI e ai colori (fuori dal nero che viene invece interpretato molto bene).

NB:Un mio problema che segnalo ad ogni recensione Android sta nella luminosità automatica, completamente inefficiente e non calibrata nei confronti delle condizioni luminose reali. Devo sempre disattivarla, e anche in questo Note non ci sono state eccezioni.

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L’ecosistema di app personalizzate Samsung non rientra quasi mai nel workflow, ma anzi diviene un inutile orpello. E questo si può dire anche per il pennino, che ho trovato di difficile integrazione nei task quotidiani. Dal punto di vista operativo, la possibilità di segnare rapidamente una nota sopra una foto e condividerla, o magari di fare una sottolineatura a favore di una più naturale interazione con i propri dati è un qualcosa di molto comodo, ma poi l’implementazione reale di alcune funzionalità, tra tutte il riconoscimento della scrittura, è un qualcosa che semplicemente non funziona.

Per chi quindi fosse interessato al pennino, sappia che l’effettivo potenziale viene ridotto da un margine di utilizzo non sempre ottimale.

La batteria è stata sufficiente a supportare tutti i task più impegnativi, e difficilmente ci si ritrova a terra dopo 24 ore di utilizzo medio.

In attesa di provare il Note 2, il mio parere su questa generazione di device rimane abbastanza freddo, con alcuni plus non ignorabili e che effettivamente possono diventare un’ottima opzione rispetto al panorama smartphone classico.

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